Senza gita? Ci pensa il preside

«Egregio signor preside, grazie!».
E cos’altro potrebbero dire i ragazzi della terza E del Liceo classico Cairoli di Varese, che a metà marzo sono andati in gita a Praga accompagnati da Salvatore Consolo in persona, il dirigente della scuola che si è fatto avanti perché nessun insegnante voleva assumersi la responsabilità di questa classe considerata vivace. Consolo non ha avuto esitazioni ed è partito, alle cinque del mattino, affiancato alla fine dalla professoressa di latino e greco Nerella Botta: «Mi dispiaceva che fossero gli unici a non andare in viaggio di istruzione - racconta il preside -. E così, dopo vent’anni, sono tornato in gita di classe. Ci siamo divertiti. E abbiamo anche vissuto un’esperienza decisamente istruttiva: in Germania il nostro autobus è stato fermato dalla polizia per controlli antidroga: hanno fatto scendere tutti, li hanno messi in fila e perquisiti e hanno ispezionato anche i sedili con i cani. Ma non hanno trovato nulla, naturalmente, perché i miei sono bravi ragazzi. E io glielo avevo detto ai poliziotti tedeschi!».
Sorride il preside e si vede che questo lavoro gli piace. Anche da Praga si è collegato ogni giorno con la segreteria digitale della scuola per verificare che tutto andasse bene: «Aspetti positivi di questi tempi di dematerializzazione».
È presente. Lo si incontra spesso nei corridoi e nelle aule del liceo, dialoga via whatsapp con i delegati delle classi, ha la porta sempre aperta per chi ha bisogno di lui.
Federico Bossi di terza E, che è rappresentante di istituto insieme alla compagna Valentina Moroni (mentre rappresentante di classe è Filippo Chiarini), ci fa avere la lettera che hanno scritto a Consolo: «Vogliamo ringraziarla per il grande privilegio da lei concessoci. Infatti siamo perfettamente consapevoli del fatto che, senza il suo intervento e la sua gentilezza e disponibilità, il viaggio di istruzione a Praga non si sarebbe mai potuto concretizzare. Speriamo di non aver deluso le sue aspettative e che questa esperienza possa essere stata, tutto sommato, piacevole anche per lei».
E poi Federico a nome di tutti spiega, con il cuore e senza cerimonie, una cosa più importante: «Il rapporto che abbiamo con il preside non è una semplice imposizione di routine, ma una voglia di condividere i momenti che ci si presentano. Ecco perché Praga può essere preso come esempio di quello che è il Cairoli. Perché è stato un momento in cui abbiamo dimostrato che cosa è questa scuola: la voglia di vedere, fare e conoscere. Non solo le cose e la letteratura, ma anche le persone che ci accompagnano in questo viaggio. Crediamo che sia essenziale poter tornare a casa e sorridere a ripensare al rapporto che abbiamo con i nostri insegnanti. Perché è così che dovrebbe essere una scuola».
E così la vuole sicuramente Salvatore Consolo, laureato in Lettere classiche e preside del Cairoli dal 2006 dopo un’esperienza in Inghilterra: A fronte dei 130 iscritti per le nuove classi del prossimo anno, un po’ pochi per questa scuola gloriosa che conta in tutto 820 alunni e che finora ha tenuto alta la media nazionale dei licei classici, dice chiaramente: «Ragazzi non dovete spaventarvi. In questo mondo in cui tutto cambia velocemente noi cerchiamo di insegnarvi la meccanica del pensiero, la logica, allenandovi con lo strumento portentoso della traduzione. Non esiste solo la matematica per sviluppare la mente».
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