SERIE A1 X GIORNATA
Piccolo derby, piccolissima Varese
Openjobmetis al tappeto anche contro Cantù, che la spunta dopo essere stata a +25 e aver rischiato il sorpasso. Grande Maynor, ma solo per 30 minuti: 82-92 e la crisi è sempre più profonda

Derby del rilancio o della definitiva deflagrazione della crisi? Alla fine il tabellone del PalA2A dice 82-92, anche la "piccolissima" Cantù di queste settimane passa a Masnago facendo il minimo indispensabile, con un organico incerottato e un allenatore al debutto assoluto dopo l'addio a Kurtinaitis, per resistere alla reazione di Varese nel secondo tempo, una reazione tanto energica quanto basata su giocate estemporanee e mai frutto di un filo logico, di un basket ragionato che ormai, da queste parti, sembra ormai solo un ricordo del passato glorioso.
Cantù domina in lungo e in largo il primo tempo, dopo l'illusorio 3-0 firmato Maynor (presagio di una gara offensivamente impressionante di Eric, autore di 32 punti con 13/22 dal campo e 5/8 da tre, ma quanto mai lontano dall'ideale di playmaker vagheggiato la scorsa estate al momento della firma del "ritorno eccellente") vola con le giocate di Johnson, giocatore di classe superiore, ben supportato da Waters (25 e 11 assist contro i soli 2 di Maynor) e il contributo oscuro (ma neanche tanto, alla fine 19 punti con 4/6 oltre l'arco, 17 rimbalzi e una presenza difensivamente notevole) di Darden: sorpasso immediato, vantaggio che s'incrementa e che tocca il +8 alla prima sirena (28-20) e addirittura il +20 all'intervallo lungo (58-38).
Dopo la pausa sembra non cambiare nulla: Red October al vantaggio massimo di 25 (63-38) quando improvvisamente si riaccende l'Openjobmetis, o forse sarebbe meglio dire si spengono i brianzoli. Maynor sale ancora più in cattedra, Avramovic lo spalleggia da par suo (16 totali) e la difesa finalmente fa male agli ospiti. Risultato, un parziale di 21-2 che significa 65-59 e gara riaperta. Il terzo parziale si chiude sull 71-69 e tra il pubblico del PalA2A si comincia a sognare la vittoria scacciacrisi, ma a questo punto, come si era accesa, Varese si spegne: due volte spreca la palla del pareggio sul 76-74 (prima Kangur butta via un contropiede, poi Eyenga fa peggio con uno 0/2 dalla lunetta) e lentamente Waters e compagni riprendono coraggio fino a una "dirittura d'arrivo" condotta in porto grazie soprattutto alla pochezza avversaria. Il 92-82 in favore degli ospiti è il finale di una gara che regala, oltre all'impressione di pressappochismo generale, la fotografia di una crisi da "profondo rosso" che non potrà certo risolvere l'innesto di un giocatore. Certo anche stavolta Melvin Johnson ha toppato in pieno: dopo due gare dalla tribuna è rientrato mostrando per 11 minuti il consueto campionario di apatia. Non meglio di lui, nell'occasione, Eyenga e lo stesso Kangur, giocatore forse definitivamente avviato sul viale del tramonto. Anosike e Pelle (immenso stoppatore e poco altro) fanno forse un centro in due, Bulleri e Cavaliero spiccano almeno per sprazzi d'intensità. E lo stesso Moretti sembra non sapere come uscire da un'impasse che ad oggi appare irreversibile, o quasi.
Openjobmetis-Red October 82-92 (20-28, 38-58, 69-71)
OPENJOBMETIS VARESE: Anosike 11, Maynor 32, Avramovic 16, Pelle 4, Bulleri 5, De Vita ne, Cavaliero 4, Kangur 3, Canavesi ne, Ferrero, Eyenga 4, Johnson 3. All. Paolo Moretti.
RED OCTOBER CANTÙ: Acker 2, Parrillo, Laganà ne, Pilepic 11, Callahan 4, Kariniauskas 7, Darden 19, Quaglia, Johnson 24, Maresca ne. All. Kirill Bolshakov.
Arbitri: Begnis, Borgioni, Di Francesco.
Note - Tiri liberi: Varese 11/15, Cantù 14/17. Tiri da 2: Varese 22/52, Cantù 24/49. Tiri da tre: Varese 9/21, Cantù 10/19. Rimbalzi: Varese 35 (Anosike 11), Cantù 43 (Darden 17, Johnson 11). Asssist: Varese 9, Cantù 18 (Waters 11). Stoppate: Varese 7 (Pelle 6), Cantù 4. Cinque falli: nessuno.
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