DOPO IL TONFO
Mercato? Si attende la pausa
Varese rimanda ogni eventuale decisione, ma restano sotto osservazione alcuni ruoli chiave

L’Openjobmetis mantiene la rotta anche dopo il tonfo di Oldenburg. Niente correttivi di mercato, almeno per ora, attendendo di verificare le risposte della squadra al ritmo di una partita alla settimana successivo alla definitiva conclusione dell’avventura europea.
Il pesante stop in Germania viene letto alla stregua di uno scivolone - il primo passo indietro dell’era Caja - anche alla luce dei tempi di recupero ridottissimi dopo il match contro Sassari: il mancato anticipo della partita contro la Dinamo non è stata una decisione della società di piazza Monte Grappa, ma una conseguenza del “no” del Banco Sardegna.
E la scialba prova di Eric Maynor a Oldenburg è stata figlia anche della condizione non perfetta del ginocchio sinistro del giocatore statunitense, il quale nella rifinitura pre-partita ha lavorato a parte dando comunque disponibilità a scendere in campo.
Dunque gli ultimi 15’ di panchina di martedì sono dipesi da una scelta “conservativa” e non punitiva da parte del coach biancorosso, legato al play statunitense da un fortissimo rapporto di stima che il giocatore sta ripagando con un atteggiamento da leader in allenamento.
Il problema è che l’impronta da “giocatore-capo” data da Maynor in settimana non corrisponde al suo rendimento sul campo: giocare una partita alla settimana riducendo sensibilmente il peso dei viaggi - particolarmente indigesti per le articolazioni del regista del 1987 - potrà rigenerarlo e consentirgli di riguadagnare quel piglio da condottiero decisivo nella fase finale del 2014/15?
Oppure il corpo di Eric non è più in grado di fargli esprimere il basket che ha ancora nella testa?
L’idea è quella di navigare a vista fino alla pausa per la Coppa Italia, tirando le somme dopo il difficilissimo trittico Caserta-Brindisi-Milano.
L’attendismo non vale solo per la cabina di regia ma per tutti i ruoli: il d.g. Claudio Coldebella resta vigile sulle disponibilità offerte dal mercato, in particolare negli spot di playmaker e ala forte, quelli nei quali si sono evidenziate le criticità maggiori sin dall’inizio della stagione.
Ma c’è bisogno di risposte diverse anche da Chris Eyenga, il più difficile da inserire nel sistema-Caja alla luce degli istinti da “scorridore” non sempre facili da incanalare in un gioco che ha bisogno di circolazione di palla e letture. Al congolese, però, si chiede prima di tutto un salto di qualità sul piano dell’applicazione difensiva: due anni fa l’atleta del 1989 era lo stopper designato della squadra, c’è bisogno di rivederlo in quella veste per aumentare il coefficiente di intensità generale.
Al di là della volontà di verificare le risposte dell’organico attuale senza più il doppio impegno, con ritmi più adatti prima di tutto sul piano mentale che fisico, mancano comunque le alternative in grado di garantire una svolta assicurata a fronte di un ulteriore investimento.
Il punto definitivo si farà durante la pausa per la Coppa Italia, dal 12 al 26 febbaio: le risposte del campo nelle prossime tre gare e la possibilità di ampliare le alternative sul mercato (saranno liberi i giocatori non impegnati nei playoff di Cina e Australia) stabiliranno una volta per tutte con quale volto Varese affronterà la volata finale in chiave salvezza.
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