TEATRO
Da Kabul a Varese per «L’ultimo lenzuolo bianco»

È un progetto ambizioso «L’ultimo lenzuolo bianco. Il punto bianco nel cuore dell’uomo», perché invita a riflettere sull’Afghanistan, la guerra, l’Islam intrecciando la voce dell’Oriente con quella dell’Occidente, Kabul con Varese.
Il testo primario su cui si basa lo spettacolo è infatti la biografia di Farhad Bitani, afghano, figlio di un generale dei mujaheddin. Ma il testo teatrale è della varesina Roberta Colombo, della compagnia Anna Bonomi, che è rimasta affascinata da questo libro e ha contattato l’autore, che ora vive a Torino, coinvolgendolo nel progetto. Che nel frattempo aveva condiviso con Silvia Priori e Roberto Gerbolès di Teatro Blu di Cadegliano Viconago, che firmano regia e drammaturgia. E varesini sono i tre attori Martino Iacchetti, Fabrizio Cadonà e Clarissa Pari. In pratica si realizza una inedita collaborazione tra tre realtà della provincia - Teatro Blu, compagnia Anna Bonomi e Coopuf Teatro - sotto il cappello di Varese in Scena, la rassegna coordinata dal direttore del Teatro Openjobmetis Filippo De Sanctis.
Farhad Bitani è nato a Kabul nel 1986 e lì è cresciuto, assistendo alle violenze del fondamentalismo islamico, alle esecuzioni talebane per la strada, ai soprusi ai danni delle donne e a tutti quegli orrori che le cronache hanno raccontato in questi anni. Ma Bitani tutto questo lo vedeva dal mondo privilegiato del potere a cui apparteneva suo padre, tra ricchezze e lussi che alteravano la percezione di ciò che è giusto e normale. L’unica figura positiva è stata quella della madre, dolce e forte, convinta che «anche in tutti i cuori più neri resti un piccolo puntino bianco, una speranza per cambiare, per ritrovare se stessi».
Nel 2004 il padre di Farhad viene nominato addetto militare all’ambasciata dell’Afghanistan in Italia e la famiglia si stabilisce a Roma. Comincia a lavorare in lui il contatto con quello che aveva sempre considerato diverso, ovvero il Cristianesimo, e con quello stile di vita che ai suoi occhi appariva «infedele».
La svolta nel 2011 quando, dopo un breve soggiorno in patria, rientra in Italia chiedendo asilo politico, rilegge il Corano con occhi nuovi, resta musulmano convinto ma rinnega ogni fondamentalismo. E comincia a scrivere «L’ultimo lenzuolo bianco. L’inferno e il cuore dell’Afghanistan», pubblicato nel 2014. Ora Bitani tiene ogni giorno incontri e conferenze sulla sua vita: lo ha fatto anche ieri all’Università dell’Insubria. E sarà presente allo spettacolo, di cui ha seguito le prove.
La sua storia in scena è accompagnata dalle musiche originali di Marcello Franzoso e si intreccia con la favola persiana di Farhad e Shirin, metafora della ricerca della verità.
«L’ultimo lenzuolo bianco» - Venerdì 4 maggio a Varese, teatro Nuovo, viale dei Mille 39, ore 21, posto unico 10 euro.
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